Idee per Roccasecca

UNA STORIA INFINITA...CHE SI SPERA VICINA AL SUO EPILOGO.

    Come è noto la Regione Lazio, alla luce delle osservazioni mosse dal comune di Roccasecca avverso il progetto di ampliamento della discarica di 'Cerreto', ne ha autorizzato una minima parte. Contro tale provvedimento, comunque autorizzatorio, il comune di Roccasecca ha proposto ricorso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ottenendo, di fatto, come risultato immediato, la sospensione del provvedimento Regionale. Inoltre, la normativa che regola l'iter di svolgimento di questo genere di ricorsi, prevede la convocazione di un tavolo tecnico presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri al quale siedono tutti i soggetti interessati, al fine di dirimere i contrasti insorti e trovare una soluzione conciliativa. Detto tavolo tecnico veniva fissato per il giorno 13 febbraio 2019, per cui domenica 10 febbraio 2019 alle ore 11.30 l'amministrazione comunale di Roccasecca insieme ai Comitati ambientalisti ha chiamato a raccolta Sindaci e cittadini del territorio proprio per renderli partecipi delle azioni intraprese per contrastare quanto deliberato dalla Regione Lazio e chiedere sostegno per dire NO all'ampliamento della discarica. All'evento, che ha visto una nutrita partecipazione popolare, hanno preso parte numerosi Sindaci dei paesi circostanti, la Senatrice Francesca Gerardi, il Consigliere Regionale Loreto Marcelli, il Presidente della XV Comunità Montana Valle del Liri Gianluca Quadrini. L'incontro, giustamente, non ha avuto alcuna connotazione o sottolineatura politica atteso che la battaglia per la difesa dell'ambiente e della salute dei cittadini di questa porzione del basso Lazio va oltre ogni schieramento politico.           
    Dunque, mercoledì 13 febbraio ultimo scorso, a Roma, si è tenuto il tavolo tecnico previsto e, coordinati da un funzionario della Presidenza del Consiglio dei Ministri, si sono incontrati, tra gli altri, il Comune di Roccasecca rappresentato dal Sindaco Giuseppe Sacco, il Comune di Colfelice rappresentato dal Sindaco Prof. Bernardo Donfrancesco, il Comune di San Giovanni Incarico rappresentato dal Sindaco Paolo Fallone, la Regione Lazio, la SAF, la MAD, la Provincia di Frosinone ed un rappresentante del MIBAC per verificare la possibilità di trovare una 'soluzione' che evitasse la definitiva pronuncia del Governo. La Regione Lazio ha ribadito la necessità dell'ampliamento posto che, in caso contrario, a partire dal 20 febbraio p. v. Roma e la provincia di Frosinone sarebbero state a rischio di essere invase dall'immondizia. Il Comune di Roccasecca ha rifiutato ogni ipotesi di accordo su una proposta di riduzione dell'ampliamento, ritenendo che la discarica dovesse essere chiusa senza alcun margine di trattativa e chiedendo che fosse il Governo ad esprimersi. Duole constatare, invece, come non tutti i rappresentanti delle Istituzioni del territorio presenti al tavolo tecnico si siano battuti per la salvaguardia dell'ambiente e del benessere comune, privilegiando considerazioni di altro tipo forse dettate da altri innominabili interessi. 
    Successivamente, improvvisamente, quanto inaspettatamente, la Presidenza del Consiglio dei Ministri convocava il Comune di Roccasecca ad un nuovo incontro, fissandolo per il 20 febbraio 2019 alle ore 15.30, al fine di 'acquisire rilievi istruttori utili a superare i motivi di ricorso'. Il Sindaco Sacco, recatosi a Roma, ribadiva la posizione del Comune di Roccasecca e del territorio: "Non c'è nulla da superare, solo da chiudere! " rimanendo fermo nella richiesta di chiusura della discarica di 'Cerreto'.  
    A questo punto, dunque non resta che aspettare che si pronunci il Governo al quale spetta l'ultima parola sul destino della discarica di 'Cerreto' a Roccasecca e, dunque, sul destino della salute dei cittadini di questo territorio. 
    A conclusione di questo resoconto di quanto avvenuto nell'ultimo periodo sembra giusto evidenziare il grande equilibrio e la misura tenuta dall'Amministrazione comunale capeggiata dall'Avv. Giuseppe Sacco, che ha preferito focalizzare la propria attenzione sul benessere dei cittadini e la salvaguardia dell'ambiente, anziché strumentalizzare tutta la vicenda a fini meramente propagandistici, come fatto da qualche 'reuccio' locale, ormai al tramonto. 
    Incrociamo le dita e quant'altro è possibile, allora, in attesa che il Governo si pronunci, sperando che prevalga il rispetto della Legge e che vi sia giustizia anche per i cittadini di questo territorio già da troppo tempo martoriato in nome di un'emergenza che dura da oltre vent'anni.  

                                                                                                                                                                                                                                      LA REDAZIONE            
 



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