Idee per Roccasecca

Chi Siamo

     Nasce sul web, per iniziativa di un folto gruppo di cittadini, un nuovo organo di informazione: “Idee per Roccasecca”. Un progetto che parte, anzi che riparte, da lì dove si era fermato “L'Asprano” che aveva iniziato a far parlare molto di sé specialmente per il suo più importante proponimento: quello di scuotere le coscienze intorpidite e di riaccendere un minimo di dibattito sulle tante problematiche che avviluppano la nostra città. Poi, all'improvviso il buio, la luce si è spenta (ancora non si è ben capito il perché) e tutto è tornato desolatamente come prima, tra l'indifferenza più totale. Anche di quelli che collaboravano assiduamente a tenere in vita il blog. Inutile sottolineare che la speranza di tutti è che questa volta non ci siano interruzioni traumatiche e che si possa sviluppare un discorso che vada avanti nel tempo. Discorso che rimane sempre lo stesso: tutti dobbiamo concorrere, nell'ambito delle nostre possibilità, a procurare la rinascita di Roccasecca.

     Una città che, forte della sua millenaria e gloriosa storia, deve tornare ad occupare il ruolo che le spetta e che, specie negli ultimi tempi, sembra aver smarrito del tutto. Qui non si tratta, e voglio dirlo subito ed a chiare note, di fare la “guerra” a questa o a quell'altra fazione politica oppure a chi amministra attualmente la cosa pubblica. Si tratta, invece, di partorire nuove idee e di mettere in campo nuove progettualità per far ripartire Roccasecca, abbandonando una volta per tutte gli insidiosi retaggi del passato dove il clientelismo e gli asfittici interessi di bottega la facevano da padrone. E' soprattutto questo che ha mosso l'azione dei promotori del nuovo blog dove troveranno sempre ampio spazio i problemi reali, quelli che ogni giorno affliggono i cittadini, possibilmente raccontati ed evidenziati dai cittadini spessi. La speranza è quella di creare un mezzo interattivo fresco, vivace, possibilmente frenetico, vivo, palpitante, dove cittadini, amministratori, realtà sociali, economiche e culturali di Roccasecca possano confrontarsi, anche aspramente se necessario, ma sempre avendo presente la finalità principe che è quella di favorire un innalzamento del tenore di vita della nostra città.

     Per questo motivo non ci si asterrà dal denunciare gli esempi di cattiva amministrazione, dando voce a chi voce solitamente non ha, a chi non appare mai sui giornali locali con tanto di foto, accogliendo proposte, recependo suggerimenti, prospettando soluzioni, accendendo dibattiti che poi sono il sale della democrazia e della buona amministrazione. Avendo però sempre e comunque a mente quella che deve continuare ad essere la stella polare: il bene di Roccasecca che non può vestire ancora a lungo panni così laceri e dimessi. A questo punto un direttore degno di tale nome dovrebbe apporre, come di prammatica, la chiosa finale. Ed in effetti avevo già buttato giù qualcosa. Poi, però, mi sono ricordato della breve ma intensa esperienza de “L'Asprano” e mi sono andato a rileggere l'editoriale d'esordio. Debbo confessare che l'ho trovato così attuale da pensare di riproporre alcuni passaggi della parte finale dello stesso. “Abbiamo l'obbligo morale di fare qualcosa, di scuotere le coscienze da troppo tempo assopite, di suscitare in tutti un vigoroso sussulto d'orgoglio. Siamo stati in letargo per troppo tempo: ora basta dormire. Esiste qualcuno che è contento della situazione? Qualcuno che ama ancora sonnecchiare sul divano incurante di ciò che gli accade intorno?... Siamo convinti che per invertire radicalmente la rotta ci sia sempre tempo. Ma bisogna farlo il più presto possibile prima che sia davvero troppo tardi. Roccasecca deve rinascere a nuova vita. E deve farlo ora. Indugiare o girarsi dall'altra parte non è più consentito a nessuno. Anche perché di danni ne sono stati fatti già abbastanza”. Questo scrivevo qualche mese fa. E questo, ahimè, sono costretto a scivere oggi.

     La situazione, infatti, non è cambiata affatto. Né all'orizzonte si intravede un sia pur tenue barlume di luce. Vogliamo andare avanti così, immersi a capofitto nella vischiosa palude di una marginalità che è anche e soprattutto culturale? C'è, per fortuna, un gruppo di cittadini che non vuole arrendersi, che anzi vuole fare qualcosa per cercare di invertire la perniciosa tendenza. Per cui non chiudiamoci a riccio, non voltiamo altrove lo sguardo, non chiudiamoci nell'egoismo del nostro orticello, ma collaboriamo, incontriamoci, confrontiamoci per valutare serenamente proposte, idee, progetti, soluzioni. Da qui può e deve partire il riscatto di Roccasecca. Un riscatto che ha bisogno soprattutto di nuove “idee”. E, magari, anche di chi, in maniera molto concreta e disinteressata, possa farsene operoso interprete.  

 

Il Direttore

Fernando Riccardi



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